Dicembre 18

Il Giudice di Pace non può compiere un’autonoma valutazione sull’esito della domanda di protezione: il richiedente è inespellibile.

Il Giudice di Pace non può compiere un’autonoma valutazione sull’esito della domanda di protezione: il richiedente è inespellibile.

È affetto da violazione di legge il provvedimento del G.d.P. emesso nell’ambito della opposizione a decreto di espulsione in cui, invece di dare atto della inespellibilità attuale fino all’esito del contestualmente pendente giudizio di riconoscimento della protezione internazionale, il giudicante compia una propria, autonoma e prognostica valutazione negativa, sulla accoglibilità della domanda di protezione, sulla.

Novembre 4

L’inattendibilità del richiedente non “blocca” il dovere di cooperazione del Giudice.

L’inattendibilità del richiedente non “blocca” il dovere di cooperazione del Giudice.

In tema di protezione sussidiaria ai sensi della lettera “c” dell’art. 14 del d.lgs. 251/2007, il potere/dovere di indagine d’ufficio del Giudice circa la situazione generale esistente nel Paese del richiedente non trova ostacolo nella non credibilità delle dichiarazioni rese dal richiedente riguardo alla vicenda personale, sempre che il giudizio di non credibilità non investa.

Novembre 4

Il sospetto della “tratta” impone l’audizione giurisdizionale della richiedente.

Il sospetto della “tratta” impone l’audizione giurisdizionale della richiedente.

Sussiste l’obbligo del Giudice del merito di disporre l’audizione della richiedente asilo allorquando emergano indizi che ella sia stata vittima di tratta, poiché il Giudice non deve fermarsi a verificare l’eventuale inverosimiglianza e lacunosità del racconto da ella reso in Commissione, ma deve avvalersi degli strumenti istruttori di cui dispone, tra cui quello dell’audizione giurisdizionale.

Ottobre 21

Il termine per impugnare la decisione di manifesta infondatezza è di trenta giorni quando la procedura non sia stata “accelerata”.

Il termine per impugnare la decisione di manifesta infondatezza è di trenta giorni quando la procedura non sia stata “accelerata”.

Va cassato il decreto del Tribunale che aveva dichiarato inammissibile l’impugnazione di una decisione di manifesta infondatezza proposta nel termine di trenta giorni. Difatti, in base al combinato disposto di cui agli artt. 28-bis e 28-ter d.lgs. 25/08, la valutazione di manifesta infondatezza della domanda di protezione è “prius logico” rispetto all’adozione delle procedure accelerate.